Alle quattro del mattino, Konev diffuse la parola in codice Tuono, e qualche minuto dopo, quello fu il rumore che risuonò in tutta Budapest. “Sentii il suolo tremare, vidi l’orizzonte accendersi e udii un’esplosione dopo l’altra e tanti saluti alla nostra vittoria.”

Era l’alba del 4 novembre 1956, Tuono era la parola in codice dell’operazione Tromba d’aria: circa 150.000 soldati e 2500 carri armati per sedare la rivolta di Budapest iniziata dodici giorni prima. Chruscev, dopo aver titubato a lungo, decise di far bombardare Budapest, spinto dalla paura che lo spirito controrivoluzionario potesse contagiare gli altri stati satelliti.

Perchè furono impiegati così tanti uomini contro dei civili? Come nacque la rivoluzione? Per rispondere a queste domande su uno degli eventi meno noti della storia contemporanea ci viene incontro Victor Sebestyen, giornalista del Time, nato a Budapest poco prima degli eventi e per questo espatriato con la famiglia. In Budapest 1956, Sebestyen non si ferma a ricostruire il dramma di quei 12 giorni, ma va a ritroso per cercarne le cause fino al 1944, narrando tutto con una precisione chirurgica, ma con un ottimo taglio giornalistico. Una crono storia e i suoi molteplici punti di vista, dagli uffici di Mosca a quelli di Washington passando per le spinte rivoluzionarie degli ungheresi affamati, protagonisti della vicenda.

Victor Sebestyen – Budapest 1956. La prima rivolta contro l’impero sovietico.
Editore: Rizzoli Storica | Prezzo 22,00
360 pagg. | Anno 2006

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