Dopo le immancabili polemiche (e in attesa che inventino un qualche solvente per scollare Blatter dalla poltrona della FIFA, ndCA) il Mondiale brasileiro è finalmente iniziato. E mentre  Andrea Pirlo si è già sbilanciato con un “Vinciamo noi”, il realista Cesare Prandelli ha preferito restare su un vago “Vi faremo divertire” (dal canto suo, invece, La Gazzetta dello Sport ha titolato con un sobrio “Facciamoli Azzurri”, tanto per non dar troppo nell’occhio in terra carioca ndCA)

Però ben prima di giocatori e media ci siamo noi tifosi (anche perchè, senza di noi, quale multinazionale con un azionariato normodotato sponsorizzerebbe un simile carrozzone pallonaro? ndCA), noi che ripeteremo meticolosamente quei riti che ci hanno fatto vincere il Mondiale 2006, noi che il Brasile lo vedremo solo in tv (noi che le brasiliane vorremmo vederle in 3D Full HD, ndCA): ma quando i riflettori si spegneranno cosa ricorderemo di questo Mondiale?

Oltre alle belle vittorie, oltre agli arbitri baironmoreni e alle pessime figure stile Sudafrica 2010 sono certa che c’è una cosa che resterà indelebile nella nostra mente: il tormentone mondiale! Eh già, perché gli inni ufficiali sono dei veri e propri tormentoni all’ennesima potenza che ci spaccano allietano l’estate “mondiale” fino all’ultimo raggio di sole disponibile (e all’ultimo granello di sabbia nel costume tra i capelli, ndCA).

Ma anche in questo campo noi italiani dobbiamo distinguerci e così, se mentre tutti gli inni ufficiali di un certo “spessore” vengono puntualmente affidati alle varie Jennifer Lopez e Shakira, quando la competizione si svolge nel nostro Paese l’inno è opera di Gianna Nannini (che ormai vista l’età è più Nonnini che Nannini! ndCA)

Quali sono però i nostri tormentoni mondiali? Iniziamo da Italia 90 (di cui evitiamo di ricordarvi l’orrida mascotte, perchè in fondo vi si vuol bene assai, ndCA), quando la Nannini, Edoardo Bennato e Totò Schillaci ci fecero sognare (almeno fino al rigore di Maradona) e l’ inno del mondiale era…

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USA 1994: il Brasile, con l’aiuto di Roberto Baggio, ci manda a casa in finale: l’ inno italiano per l’occasione era Italia ancora, un mix di tremendi luoghi comuni by Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri e Diego Abatantuono, che fortunatamente abbiamo tutti rimosso (Io manco me lo ricordavo: a volte l’amnesia selettiva è proprio una manna… anche se non riesco a ricordare dove ho lasciato il Bancomat! ndCA).

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FRANCIA 98 – A mandarci a casa sono i cugini (affettuosamente noti come mangia-rane a tradimento, ndCA), sottofondo della disfatta un pezzone  pezzo di Claudio Baglioni, Da me a te, che competeva con il  bel Ricky Martin e la sua Copa de la Vida (Premio in palio: una panchina ai giardinetti pubblici di Caronno Pertusella, ndCA)

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COREA-GIAPPONE 2000 – Non so voi, ma a me si gela ancora il sangue ripensando all’arbitro Moreno! Inno italiano non pervenuto, inno mondiale Boom di Anastacia (Un’altra prezzemolina dal tormentone facile niente male, ndCA)

One thought on “BRASILE 2014 | Frittatone di cipolle, familiare di Peroni gelata e… tormentone (mondiale) libero!

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