Bussy, giugno del 1940: la giovane Lucille attende pazientemente accanto alla dispotica suocera, la signora Angellier, il ritorno del marito dal fronte. A pochi chilometri di distanza Parigi viene bombardata, lunghe file di profughi parigini raggiungono Bussy in preda alla disperazione: anche per Bussy è iniziata la guerra.

Da lì a poco la cittadina viene occupata dai tedeschi, a casa Angellier prende posto il tenente Bruno Von Falk (Matthias Schoenaerts). La signora Angellier (la perfetta Kristin Scott Thomas) gestisce con pugno di ferro la convivenza forzata con il tedesco, rendendo la situazione ancora più insostenibile. Lucille (l’intensa Michelle Williams) riesce ad andare oltre le apparenze e complice l’amore per la musica si avvicina a Bruno scoprendo in lui una persona affine.

Dalle pagine del romanzo postumo della Némirovsky, Saul Dibb porta magnificamente sullo schermo la guerra vista dagli occhi delle donne, mischiando sapientemente le uniche due parti compiute di Suite Francese. Quello di Lucille e Bruno è un amore represso, rifiutato che quasi mai sfocia in slanci passionali e proprio per questo lo è ancora di più, ma Suite Francese è molto altro, è un documento storico, che riporta in vita l’autrice, che morì proprio per mano tedesca e scrisse queste pagine in contemporanea con i tragici eventi narrati.

Oltre ad un cast in perfetta sintonia, va segnalata la colonna sonora del giovane Rael Jones che, insieme alla traccia eponima della pellicola, scritta appositamente dal premio Oscar Desplat, crea la giusta tensione per tutta la durata del film.