Io adoro il lunedì, e non sono per nulla ironica! Il lunedì è il mio unico giorno libero e dunque possono succedere solo cose belle di lunedì. Per esempio questo lunedì ero al bar e prendevo un caffè, si avvicina un tizio e mi fa “più tardi al museo c’è un cineforum!”. Come rifiutare un invito del genere, a maggior ragione se il film proiettato è Smoke, di Wayne Wang, un piccolo gioiello di cui si parla sempre troppo poco. La prima volta che vidi Smoke ero ancora alla triennale, in un periodo carico di emozioni, di amici, ma anche di notevoli problemi di convivenza. Finito di studiare o dopo il lavoro passavo le notti guardando film, con il volume al minimo e nessun accenno di sonno. Tra questi film notturni che tanto ho amato c’è anche Smoke, consigliatomi da un grande amico cinefilo, al quale mi sento in dovere di dedicare questo post.

Così lunedì mi reco all’ultimo appuntamento di un cineforum di cui ho sentito parlare pochissimi giorni prima, in tutta la città c’era una sola locandina. Sapete, vivo in uno di quei posti dove non si fa nulla, o quasi, e se si fa è puntualmente di sabato o domenica, giorni off limits per una cameriera. La sala è pienissima, il film è già iniziato e sento che c’è qualcosa di strano, poi capisco, sono l’unica in tutta la sala con meno di 60 anni…

Io intanto mi godo il film e sorrido, sorrido tantissimo rivedendo le 4000 foto di Auggie, una per ogni giorno, 4000 foto uguali di 4000 giorni diversi dello stesso identico angolo di strada, di fronte alla sua tabaccheria, nella stessa identica ora. Il progetto di Auggie è un pezzo di storia di New York. Poi mi emoziono quando il giovane Rashid decide di far entrare nella sua vita il padre, un padre inconsapevole, e mi emoziono ancora quando vedo Auggie aiutare Ruby, una donna che gira con una benda sull’occhio e che lui non vede da diciotto anni. Cinque storie collegate tra loro a doppio filo, nella storia di Rashid si parla di Paul, uno scrittore che non ha ancora metabolizzato il lutto della moglie, e nella storia di Ruby c’è tanto di Rashid fino ad arrivare al racconto finale, il racconto di Natale di Auggie, che accompagna i titoli di coda sulle note di Tom Waits. Filo conduttore di tutto è proprio Auggie (il bravissmo Harvey Keitel), il proprietario di una tabaccheria qualsiasi nel mezzo di Brooklyn, che al contrario di quello che si possa pensare non mette solo i soldi i cassa, ma fa molto di più. Auggie è come il più recente John May di Still life, anche se il contesto è diverso, anche se nel film ci sono più sigarette che altro, Auggie è una persona di un’umanità unica e Smoke, con i suoi dialoghi e i suoi dettagli vi entra nel cuore.

Alla fine del film una signora anziana delle tante si avvicina e mi fa compillare un foglietto anonimo dove si chiede un parere sul cineforum. Io, entusiasta, le parlo del mio amore per il cinema e le chiedo da quale associazione è organizzato il cineforum. Insomma, per farvela breve, ero finita nel cineforum dell’Università della terza età, ed ecco svelato il mistero dell’età media degli spettatori! Certo, era aperto a tutti, ma gli unici erano loro, tant’è che la simpatica signora era così felice e stupita di vedere una giovane che si è subito adoperata per presentarmi l’organizzatore e prendere i miei contatti. Anche l’organizzatore era stupito visto che ha esordito con un “una cinefila giovane, incredibile!”. Io avrei voluto dirgli che in realtà esistono tantissimo giovani cinefli, che come me riversano le loro emozioni in post come questo e tra una condivisione su facebook e una su twitter hanno creato un meraviglioso cineforum virtuale, ma mi rendo conto che non è la stessa cosa e che per una volta sarebbe bello vedersi, davvero, e godersi un film tutti insieme, ma questi, ahimé sono i pregi e i difetti della società digitale!

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=MEGHTBjMU9A]

2 thoughts on “SMOKE | Una recensione diversa per un pomeriggio diverso.

  1. Carissima,
    la combinazione è troppo divertente per non essere segnalata. Sono un professore dell’Università Federico II di Napoli (in pensione!) che da undici anni manda avanti un cineforum dell’ateneo che si chiama Shangri La. Ti prego di leggere la scheda che puoi scaricare qui… https://www.dropbox.com/s/w8c73k1aq1nxz0t/Smoke2015%202.pdf?dl=0
    e capirai! Se ti trovi a passare per Napoli ti invito al mio cineforum di “vecchietti”!
    Naturalmnete seguirò il tuo Blog!

    1. Salve Professore, posso chiederle che materia insegnava? Grazie per essere passato nel mio blog. Ho letto con piacere la sua recensione e apprezzo che mi abbia citata! Tra l’ altro sono quasi sicura di averla già letta on line diverso tempo fa 🙂 saluti p.s. Un invito a Napoli é sempre gradito, magari ci faccio un pensierino!

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