Ricomincio da qui, da un libro della Allende preso nella biblioteca di Calle Feria, e lasciato ad una manciata di pagine dalla fine per via della partenza. Inizio da un biblioteca, quella del mio barrio, o di uno dei miei barrios perché quando si tratta di Sevilla non so proprio decidermi; Nervion, calle Recaredo, il fiume, puerta Osario, mi appartegono così tanti posti!

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La cassiera del dia mi ha sorriso, che si ricordi di me? Probabile, quale sivigliana comprerebbe la quantità di pasta che compro io?? Nessuna, appunto.

Il pazzo di calle Recaredo si è sposato in calle Feria, lui sì che mi ha riconosciuta, e probabilmente per lui la pazza sono io e non ha tutti i torti. Voi come la definireste una che cammina per strada e ride mentre passeggia completamente sola? Una un po’ fuori, no? Però che ci posso fare, io vado in giro per Sevilla e rido, è automatico.

Ma sei partita di nuovo, direte voi, eh sì, un impegno è un impegno e io ho giurato a me stessa che ci avrei provato fino alla fine dell’anno del mio 30esimo compleanno, e quindi eccomi qui, e non importa se vi sembrerò ridicola.

Essere qui di nuovo è il mio modo per volermi bene.

E ora esco a cercare una stanza vista Giralda.

 

Bagagli, stanchezza e desayuno español. #hevuelto #sevilla

Una foto pubblicata da volevo aprire un blog (@nancy_aiello) in data: 5 Ott 2016 alle ore 01:37 PDT

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