Mi sentite sempre parlare benissimo della Spagna, è vero, e non potrebbe essere altrimenti. Eppure anche noi, gli italo spagnoli più convinti, sentiamo la mancanza di alcune cose dell’Italia. Sì, gli affetti, il mare, il paese, il cibo, tutto questo manca a tutti in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo, siamo pur sempre italiani. Ci sono però alcune piccole e grandi cose che mancano un po’ di più agli italiani che sono in Spagna. 

Vi farò dunque un breve elenco di quelle cose che mi ricordano ogni giorno che anche la Spagna ha i suoi difetti. È una lista personale…soprattutto per quanto riguarda i primi punti che vi elencherò, ma qualcosa mi dice che non faticherete a condividere alcuni punti con me! Pronti?

 

6- L’odore dell’autunno

Questa credo sia una mancanza tutta  mia, è una cosa personale in effetti, e sono certa non riguardi tutta la Spagna. Quest’anno per la prima volta ho passato l’autunno a Sevilla, era l’unica stagione dell’anno che mi mancava da vivere in questa città; tutti me l’avevano descritto come un periodo dell’anno eccezionale, beh no, si sbagliavano. A Sevilla in autunno piove di continuo, di giorno fa caldissimo, di notte è autunno e di prima mattina sembra il polo nord. Ma la cosa che proprio non sono riuscita a digerire è che Sevilla non profuma d’autunno. Ripeto, deve essere una cosa molto personale, sicuramente Madrid o San Sebastian avranno i loro odori autunnali…ma Sevilla, no, nada de nada. Volete mettere con l’odore che c’è a novembre in Abruzzo? Tra vino novello, castagne, focolari accesi…è tutta una magia. Amo l’autunno abruzzese.

5 – Le mangiate tra colleghi a lavoro

Questa è una mancanza tipica della me cameriera. Per anni e anni, come sapete, ho lavorato come cameriera, in Italia ovviamente. Era abitudine, in tutti i locali dove ho lavorato, soprattutto nell’amata pizzeria dove sono cresciuta, la mangiata post lavoro tutti insieme. La mangiata post servizio, la pausa insomma, ma anche quella pre servizio perché ogni ristorante ha i suoi orari, è una della cose più belle del faticoso lavoro del cameriere. Hai passato un sabato di merda tra comande assurde, problemi in cucina, clienti maleducati, ma poi quando la sala si svuota ci si siede e si mangia insieme prima di sistemare le ultime cose e tutto passa come per magia. Ecco, quando ho lavorato come cameriera qui, in nessuno dei locali dove sono stata ho avuto il piacere di vivere questo momento. Anzi, qui non ti fanno neppure andare a far pipì figuriamoci mangiare insieme a fine servizio. 

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4- Mulino Bianco

Nonostante siano anni che Antonio Banderas ci regala grandi momenti insieme a Rosita, no, in Spagna non è mai arrivata la Mulino Bianco, e questo per me è di una gravità inaudita. Si trovano prodotti italiani di qualsiasi tipo, tranne i biscotti della Mulino Bianco! Ho trovato comunque il modo di fare una colazione decente, del resto se ti abitui al cafè con leche temperatura lava puoi sopravvivere a tutto, ma davvero, i biscotti in Spagna fanno cagare, senza mezzi termini proprio. Ne esiste un solo tipo, di due o tre marche diverse, in confronto il cartone è più commestibile. Come può un popolo civile vivere senza inzuppare le macine nel latte o senza divorare pacchi interi di pan di stelle davanti alla tv? Mistero. Io intanto ho trovato un italiano (uno!) che li vende a peso a d’oro e ogni tanto cedo.

La perfezione.

 

3- La Pizza.

Quella con la P maiuscola, perché qui la Pizza vera non esiste. Ci ho provato, ne ho mangiate diverse, solo dagli italiani ovviamente, ma è difficile trovare un impasto che sia quantomeno decente. Dopo 4 anni posso dire che a Sevilla ho trovato due posti dove andare in caso di crisi di astinenza estrema, ma il livello resta basso eh, e parliamo di italiani! Purtroppo o per fortuna fare la pizza è un’arte, non riesce bene a tutti. E su questo volevo lanciare un appello ai miei connazionali a Sevilla: COME CAZZO FATE A MANGIARE LA PIZZA DI DOMINO E TELEPIZZA??? VI DEVONO RITIRARE LA CITTADINANZA ITALIANA, FOLLI!

2- Il cornetto di notte

Questa è una mancanza che ho sviluppato ultimamente, da quando ho ricominciato ad andare a ballare. Grazie a Facebook ho scoperto che questo grave problema affligge mezza Europa e anche il nord Italia. Dopo che hai bevuto e ballato e ti appresti a tornare a casa che è quasi giorno come fai ad andare a letto senza fare una sosta in una cornetteria??? Davvero, dite che sono troppo terrona? È così dalla notte dei tempi, la notte fuori la devi finire in cornetteria o in una pasticceria! Qui l’unico che puoi trovare aperto è un kebbabaro sfigato e vabbé se sei finito finito ci sta anche, oppure puoi trovare i churros, una roba fritta tipo le nostre crispelle (anche queste molto abruzzesi) che se li mischi con l’alcol ti mandano in coma per un mese. No, vi prego, esportiamo il culto del dolce di notte!

1- I termosifoni

Mie cari lettori, sì, la cosa che più mi manca in questo inverno spagnolo è IL TERMOSIFONE. Come forse saprete in Andalucia non ci sono i termosifoni, e se per questo è raro anche il gas metano, abbiamo le bombole in casa. Ecco io pensavo che in una città tanto calda si potesse vivere senza termosifone, ma no, non si può vivere sereni senza neppure nella calda Sevilla. Perché dovete sapere che la calda caldissima Sevilla ha delle case dove muori ibernato. Ora, ok il condizionatore, che spara quell’aria tiepidina e fa un sacco di rumore, ma vuoi mettere con l’attaccarti corpo ed anima ad un termosifone bollente? Non c’è paragone. 

Avete scoperto quali sono le mie mancanze da italiana in Spagna. E le vostre quali sono??

 

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