“Mi chiamo Sebastiano e quello che sto facendo è a metà strada tra l’assurdo e l’estremamente sensato: sto scrivendo una lettera, da mandare come messaggio nella bottiglia attraverso il tempo, o i sogni, a una persona, presumo un ragazzo di circa venti anni, ma di ducento anni fa. Caro Robert, ho trovato la tua lettera in un negozio dell’usato…”

Esordisce così uno dei protagonisti di Claude Glass, Sebastiano, in risposta ad una lettera da lui trovata; il suo interlocutore è un giovane inglese, Robert Grave, che sta facendo il Gran Tour dell’Italia, e si trova a Toscanella, odierna Tuscania.

L’idea che regge Claude Glass, un carteggio tra un fotografo del 2012 e un paesaggista del 1792, incuriosisce fin da subito il lettore e a rendere ancora più appetibile la storia ci pensano numerosi parallelismi tra le vite dei protagonisti, fino al sorprendente epilogo.

Claude Glass è un omaggio al Viaggio (Loperfido è anche l’autore della mappatura a piedi della provincia di Viterbo), una passeggiata nell’Italia migliore, quella che non conosceva ancora le barbarità dell’edilizia.

Ma davvero l’Italia di Robert è migliore di quella di Sebastiano? O sarà piuttosto che tutto ciò che è passato acquista nuova luce agli occhi dell’osservatore?

Claude Glass ci obbliga a ragionare sul nostro essere italiani, e seppure con qualche luogo comune, le “conversazioni” tra i due protagonsti inducono a riflettere.

Claude Glass, che deve il titolo allo specchietto tascabile che i paesaggisti portavano con sé nei loro viaggi e utilizzavano per dipingere lo scenario alle loro spalle, è una lettura scorrevole, intrisa di interessanti spunti filosofici.

Marco Sverio Loperfido – Claude Glass
Annulli Editori | Prezzo € 12,00                                                 claude glass
159 pagg. | Anno 2014

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