Poco fa ero in preda ad uno dei tanti momenti di sconforto e frustrazione che vivo quando decido di muovermi con i mirabolanti mezzi pubblici abruzzesi. In preda al panico da “ho perso l’ autobus” ho chiesto informazioni ad un ragazzo del Senegal che aspettava l’ autobus lì accanto a me, sì uno di quei ragazzi neri che fanno tanta paura a Salvini e che secondo lui vi rubano il lavoro. Dopo avermi rassicurata sull’arrivo dell’ autobus inizio a scambiare due chiacchiere. No, non ci stava provando, non mi stava molestando e no non mi ha rubato nulla. Il ragazzo, in un italiano perfetto, mi racconta che vive a Chieti scalo, che non é il massimo, ma che é felice perché può andare a correre al campus. Fa il sarto, lavoro di suo padre e di suo nonno e ci tiene a precisare quasi immediatamente che lui non è arrivato con le barche, ma proprio grazie al suo lavoro di sarto e che ormai é qui da 9 anni. Dice che è dura, ma é stato molto fortunato. E il mio racconto finisce qui, poche parole solo per dirvi che sono viva, non ho preso la scabbia e neppure l’ ebola e l’ unica malattia grave e contagiosa che vedo in Italia é il razzismo e questo non mi piace.

2 thoughts on “Chi ha paura dell'uomo nero?

  1. Stai toccando un argomento molto complicato. Purtroppo ci sono persone che vivono in situazioni molto difficili in questo periodo dovute a tutti gli emigrati che stanno arrivando in Italia, e che troppo spesso non si comportano correttamente. Qui non si tratta di essere razzisti o no, ma di modo di vivere completamente scombussolato. Non credo che si possa giudicare chi si lamenta, se non ci si trova nella sua stessa situazione.

    1. No, non posso capire hai ragione, non posso neppure immaginare cosa sia vivere a Milano o in Sicilia in questo momento. Il tema é complesso e proprio per questo non me voglio occupare, la mia era infatti una piccola riflessione molto spontanea. Mi ha colpito molto quando il ragazzo ha precisato che non é arrivato su una di quelle barche, non deve essere semplice per chi é qui di anni e anni e vive correttamente. Quello non sopporto però sono le chiacchiere di certi politicanti, spesso smerorati, chiacchiere piene di odio e retorica. Fortunatamente a Milano si sono anche viste scene di solidarietà.

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