Per questo ritorno inaspettato nel mondo dei blogger vi piazzo subito subito un bel tema caldo che più caldo non si può: c’è vita fuori dai social network? Il perché di questo domandone è presto detto, sto facendo un digital detox, che nella lingua delle persone normali significa una disconnessione totale dai social network, che poi totale non è perché c’è sempre il maledetto whatsapp e quello proprio non lo posso disattivare…o la mia famiglia a 2500 km di distanza potrebbe chiamare la polizia. 

Storia di una disadattata

È alquanto curioso vedere come siano bastati 6 giorni senza social network per farmi tornare a scrivere qui, tipo che se lo avessi saputo prima avrei disattivato tutto almeno 7 mesi fa. Ma visto che sono una disadattata ho dovuto aspettare di morire di invidia davanti alle foto di un concerto a cui non sono potuta andare (!) per sclerare, morire inside, e togliere tutti i social dal mio telefono. E per togliere voglio dire che ho proprio disattivato i miei account e disinstallato le app dal mio cellulare. Nulla di strano, almeno per quanto riguarda Facebook, lo disattivo spesso per periodi brevi, una disintossicazione di cui ho bisogno con cadenza regolare, ma non avevo mai disattivato Twitter prima di giovedì scorso. 

Digital Detox Day

È curioso che io abbia scelto di fare il mio digital detox proprio a cavallo del 1 luglio, che è, guarda caso, il digital detox day. Giuro che non ero informata a riguardo, tra l’altro il digital detox day prevede la disconnessione per un giorno e io ho previsto di restare fuori dal mondo per almeno 7 giorni (e ci sono quasi). Ma cosa è cambiato in questi giorni fuori dai social? Si è davvero più tranquilli senza controllare notifiche e senza vedere le foto pazzesche di amici, nemici e conoscenti che se la spassano? Nì.

social network digital detox

Perché ho disattivato i social network

Devo riconoscere che ciò che mi ha portato a disattivare tutto non è stato un semplice concerto al quale non ho potuto assistere (sorvoliamo sul fatto che non fosse un semplice concerto, MA IL CONCERTO DEL MIO GRUPPO PREFERITO NELLA MIA CITTÀ PREFERITA, VI ODIO TUTTI CAZZO), ma una sorta di strana e orribile sensazione di oppressione. Giovedì scorso mi mancava l’aria e mi sono resa conto che l’unica cosa che potessi fare per calmarmi era uscire dai social e non vedere nulla, non sapere più nulla di nessuno. 

Riconosco di avere un problema di dipendenza, dai social network, e dal telefono in sè, visto che in questi giorni senza gattini in bacheca e notifiche varie ho comunque passato tempo davanti al telefonino, in cerca di cose da fare. Ho spulciato le vecchie mail, ho letto ogni singola pagina di applicazioni che davo per morte, ma che continuavano ad essere lì sul telefono, ho letto e riletto le noiose notizie proposte dal mio upday samsung (e ho sofferto nel non poter condividere su facebook una notizia in particolare!) insomma, ho fatto scroll tra cose noiose per sopperire alla mancanza dello “scrollare” la bacheca Fb o le foto su Instagram. 

No, non ho messo su una crociata contro i social…

La mia ovviamente non è una battaglia contro i social, perché sono una grande sostenitrice di quasi tutti i social network. Su instagram ho fatto vere e proprie amicizie, stessa cosa per Facebook che mi ha permesso di conoscere persone meravigliose. La mia era più una esigenza di non sapere. I social ci forniscono troppe informazioni, anche su persone di cui non vorremmo sapere nulla, e non è sempre facile restare alla larga da certe informazioni, per quanto il buon Mark si impegni fornendoci liste amici e possibilità d effettuare blocchi compulsivi. Così si finisce per immagazzinare una sacco di cose di cui non ce ne potrebbe fregare di meno. E spesso si soffre invidiando le vite apparentemente perfette degli altri.

Allo stesso tempo sui social network le persone tendono a fraintenderci. Sul mio profilo instagram condivido con piacere la mia vita andalusa, ma ultimamente sta diventando una sorta di trappola, una gabbia in cui quella esposta sono io, e per quanto io mi sforzi di essere il più possibile me stessa mi rendo conto che molti si sono fatti un’idea completamente diversa di me. Non lo tolleravo più. 

Ma è servito a qualcosa il digital detox?

Onestamente non lo so. Non ho ottenuto ciò che cercavo, temo purtroppo che non basti disattivare la Nancy pubblica per ottenere la pace che cerco. Devo riconoscere, però, che sto dormendo molto meglio, che mi distraggo meno a lavoro e che dopo tanto ho fatto un binge watching di una nuova serie. Ah, sono le 18.30 e ho il 70 % di batteria.

Il bilancio è dunque positivo, ma è inutile negarlo senza social network non ci so stare, e vi assicuro che tra pochissimo riattiverò instagram e tornerò a raccontarvi la vita andalusa.

 

 

 

 

 

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