goya 2019

Goya 2019 | Siviglia si laurea città del cinema…finalmente!

Questo sabato Siviglia accoglierà il gran galà dei Goya 2019, gli Oscar del cinema spagnolo. È la prima volta che il prestigioso premio lascia la capitale per scendere alla riva del Guadalquivir.

Si tratta di un evento unico, al quale potranno partecipare pochi fortunati, nella cornice del Fibes, a dir il vero abbastanza lontano dal centro, visto che si trova nel deriso quartiere di Sevilla est, ma quello che conta è l’ atmosfera, la magia che si respira in città in questi giorni, magia che non sto vivendo in prima persona, ma che è palpabile già dalle foto.

goya 2019 sevilla

 

Siviglia, città del cinema

In realtà l’appuntamento con i Goya era nell’ aria da tempo. Siviglia è già da alcuni anni la capitale del cinema spagnolo, e non solo. Senza voler rimontare necessariamente a Star Wars, che rese mainstream la già popolare Plaza de España, sono tantissimi i registi e i produttori che hanno scelto la meravigliosa città andalusa come ambientazione per i loro lavori. A me onestamente si riempie il cuore di orgoglio, perché Siviglia ha tutte le carte in regola per ospitare l’evento, ma soprattutto ha un pubblico cinefilo di tutto rispetto.

La Isla Minima come detonatore

Le prime avvisaglie che qualcosa stesse cambiando arrivarono con il riconoscimento mondiale del talento di Alberto Rodriguez e del suo La isla minima (clicca qui per il trailer italiano). Era il 2015 quando la pellicola raggiunse il grande schermo, da allora il nome di Alberto Rodriguez è entrato di diritto tra quelli dei migliori registi europei, si è portato a casa diverse statuette, ha girato altri film degni di nota e ha realizzato la serie La peste. Al centro delle sue opere quasi sempre la sua Sivigiia, dove si può vederlo passeggiare tranquillamente per la Alameda….persino io ho una foto con lui, in cui sono oscena (per i più coraggiosi, la trovate qui.)

Dal Festival de Sevilla ai Goya

Nel 2016 ebbi la fortuna di far parte dello staff del Festival de Cine Europeo de Sevilla (oggi conosciuto semplicemente come Festival de Sevilla) nel dipartimento di produzione. Il festival, abbastanza sconosciuto in Italia nonostante i numerosi premi conferiti a nostri compatrioti (l’ultima premiata è stata Valeria Golino), può considerarsi un festival di nicchia, dove le pellicole commerciali e dai grandi capitali lasciano spazio a film indipendenti. Ed è stato proprio lì che ho potuto toccare con mano la cinefilia del pubblico sivigliano. Riempire una sala dove proiettano film in lingua originale, anche alle 11 di mattina, non è da tutti. Del resto ero abituata a scene del genere già come spettatrice, quando la domenica mattina andavo alla proiezione delle 11 e mi rendevo conto che mezza città era lì.

EFA: è il momento del cambio!

Proprio nel 2016, nel corso della serata di premiazione del Festival, venne annunciato che Siviglia avrebbe ospitato l’European Film Awards nel dicembre 2018. Da lì arrivarono i Premi Forqué, nel 2017, ed oggi la 33esima edizione dei Premi Goya. Io e tutti gli amanti del buon cinema ci auguriamo che il sodalizio duri, per quanto mi riguarda farò in modo di essere lì alla prossima edizione.  Per i più cinefili vi ricordo che l’appuntamento con i Goya è sabato, in diretta su Rtve.

P.S. Ma quali sono questi film che sono stati girati a Siviglia?

Vi lascio qui un video di ABCSevilla che raccoglie alcuni frame di film spagnoli che hanno visto la luce nelle calles della capitale andalusa. Sul mio instagram (@nancy_aiello), invece, vi lascio una gallery in evidenza con alcuni film internazionali girati a Siviglia.

 

 

FESTIVAL DEL CINE DE MALAGA

Festival de Cine Italiano de Málaga

Il giorno stesso in cui ho scoperto l’esistenza di Un Festival del Cinema Italiano a Malaga mi sono messa in contatto con gli organizzatori con un’idea ben chiara: poterli aiutare! È stato un riflesso automatico, come un formicolio dopo un lungo torpore. Da quanto tempo sono lontana dal Cinema (in tutti i sensi)? Da quando non respiro l’adrenalina di un’inaugurazione, non sento l’emozione della gente in sala, non vedo la soddisfazione a fine proiezione? E allora mi sono detta

“Nancy, per superare l’apatia profonda che ti sta invadendo in questo periodo della tua vita devi lanciarti di nuovo su ciò che più ami”.

Inizia così la mia collaborazione con il Festival del Cine Italiano de Málaga, ed è dunque un piacere raccontarvi qualcosina su questo giovane, ma promettente festival!

Il Festival de Cine Italiano de Málaga (FCIMálaga)

Come dicevo si tratta di un festival giovane, siamo infatti solo alla seconda edizione;  un Festival che nasce grazie alla Dante Alighieri Málaga, con l’intento ben preciso di promuovere, e diffondere, la lingua, ma sopratutto, la cultura italiana. Del resto noi itañoles lo sappiamo bene, puoi comprendere bene la lingua di un popolo solo dopo aver compreso la cultura di quel popolo. L’appuntamento con il cinema italiano, come non poteva essere altrimenti, sarà presso il Cine Albéniz, referente culturale della città di Málaga, nella suggestiva cornice di calle alcazabilla.

Cosa vedremo al #FCIMálaga?

Il festival è giovane, ma non per questo meno interessante, anzi, i quattro film proposti ci restituiscono un quadro decisamente completo del cinema italiano, e celebrano, senza alcun dubbio, le donne. Si parte lunedì 26 con la proiezione Indivisibili, la pluripremiata pellicola di De Angelis, alla presenza delle due protagoniste, Angela e Marianna Fontana.

indivisibili al festival del cine de malaga

Martedì è il turno dell’imperdibile La pazza di gioia di Virzì;

 

 

mercoledì, invece, sarà il turno del documentario Vogliamo anche le rose, per concludere poi la rassegna con un grande classico, Pane e tulipani, alla presenza di Marina Massironi, che proprio con questo film vinse un David di Donatello.

Oltre alle quattro proiezioni diverse sono le attività parallele al Festival, che proseguirà fino a domenica 2 dicembre, dove un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Malaga chiuderà in bellezza la seconda edizione del Festival sulle note delle più belle colonne sonore made in Italy.

Larga vida al Festival del Cine Italiano de Malaga

L’augurio per questo piccolo festival è che possa crescere e diventare un referente della cultura italiana a Malaga, e in tutta Andalusia. Spero di vedervi numerosi all’Albeniz, a partire da domani, ore 20.00.

Tutte le informazioni relative al Festival le trovate cliccando qui!

 

 

 

15 minuti di gloria

15 minuti di gloria, ovvero quella volta che sono stata ospite di Cannibal Kid e Mr. Ford

Quando Cannibal Kid mi ha invitata a commentare le uscite di questo giovedì insieme ad un altro mostro sacro della blogsfera (Mr. Ford) il mio primo pensiero è stato “omg, ma davvero sti due matti mi vogliono sul loro blog?”. Vi preannuncio quindi che si tratta di un contributo di cui avreste fatto volentieri a meno, ma ora sono qui e mi prendo i miei 15 minuti di gloria!

La seconda cosa a cui ho pensato, invece è che sti due simpaticoni mi vogliono davvero male. Per chi non lo sapesse vivo in Spagna e le uscite in sala non coincidono quasi mai…quelle di questo giovedì fanno scendere il latte alle ginocchia; forse sono solo titoli mal tradotti? Vediamo insieme.

Il giustiziere della notte

il giustiziere della notte

Nancy: Sarò onesta, questo è il classico film che evito fin dal titolo, sono prevenuta lo so, ma resisterei 5 minuti prima di iniziare a russare. Questione di gusti. Poi scopro che è un remake e i remake sono sempre una pessima idea. E per finire scopro che c’è Willis ed è subito Die Hard. Per me è no.

Ford: da buon tamarro, ho ovviamente visto più di una volta l’originale Il giustiziere della notte, che ai tempi fece da apripista agli action tamarri anni ottanta, e più di recente ispirò cose decisamente meno esaltanti come la saga di Taken. Nonostante Willis, non ho davvero gran voglia di vederlo.

Cannibal Kid: Fin dal fordianissimo titolo, un film da evitare di giorno e di notte. Già l’originale non mi ha mai ispirato, le storie di gente che si fa giustizia da sola mi fanno venire in mente episodi di cronaca recente tutt’altro che lieti e i film di questo tipo non li sopporto, Kill Bill e poche altre eccezioni a parte. Sì, ok, c’è Bruce Willis, uno dei pochi action hero che riesco a tollerare, ma non è abbastanza. Soprattutto negli ultimi tempi. E se manco Ford ha voglia di vederlo, chi cacchio la andrà a vedere ‘sta roba e perché hanno avuto l’idea di girare un remake così?

Nico, 1988

velvet underground

Nancy: Un film su un personaggio musicale potrebbe essere una delle poche cose che mi convincerebbe a spostare il sedere dal divano fino alla poltroncina del cinema. Nico, ovvero Christa Päffgen, è stata musa di Warhol, cantante dei The Velvet Underground, e poi ha girato l’Europa con un tour solista. Davvero, vi serve altro? Ok, allora vi dirò che il film è di una giovane regista italiana che qualche anno fa ci regalò il piacevolissimo (almeno per me) Cosmonauta. Confido in voi chicos, non mi massacrate la Nicchiarelli!

Ford: di norma sono piuttosto refrattario ai tentativi di autorialità italiana, ma questo film mi incuriosice. In fondo, credo che Nico e i Velvet Underground siano una delle poche cose esistenti in grado di mettere d’accordo me, Cannibal e perfino la nostra ospite settimanale in diretta dalla Spagna, con grande invidia del sottoscritto.

Cannibal Kid: Il film assolutamente da vedere della settimana! Le storie di cantanti e musicisti mi esaltano quasi sempre, qui poi si tratta di Nico, che a livello musicale mi è sempre piaciuta parecchio ma di cui a livello personale so pochino e sono molto curioso di scoprirne di più. Quindi ben venga questo film radical-chic e di nicchia-relli.

The Lodgers – Non infrangere le regole

non infrangere le regole

Nancy: E qui mi tiro proprio indietro e vi risparmio qualsiasi commento/cazzata. Non riesco a vedere i film horror, non posso. Lascio la parola a voi chicos, ho chiuso il trailer prima ancora di arrivare a metà. Potrebbe piacere a Ford, forse?

Ford: nonostante l’ambientazione irish ho come l’impressione che si tratti dell’ennesimo horrorino da niente che non farebbe paura neppure a Nancy o, peggio, a Katniss Kid. Passo senza paura.

Cannibal Kid: Nancy non guarda gli horror per paura, o perché le fanno schifo?

Un mistero destinato a essere più appassionante di questa robetta, che si preannuncia come l’ennesima storiella gotica su una casa più o meno infestata. Ma anche basta!

Ricomincio da noi

Ricomincio da qui

Nancy: Ed eccoci al primo di una lunga seria di film dai titoli diabetici. Un film sulla terza età, o meglio, sulla rinascita di una donna durante la terza età grazie al ricongiungimento con la sorella. Una di quelle cose di cui avremmo fatto volentieri a meno, e sono certa che Cannibal dall’alto dei suoi 18 anni la penserà come. Forse siamo semplicemente troppo giovani caro mio. Ford, mandiamo te al cinema?

Ford: cara Nancy, se vuoi andare incontro al destino amaro del finto giovane Cannibal e rischiare un paio di mosse di wrestling sei sulla strada buona. E dato che non avete rispetto per i più anziani, in sala a vedere questa roba spedisco voi due.

Cannibal Kid: Così si fa, Nancy. Al diavolo, anzi all’ospizio, il vecchio Ford e i suoi soporiferi film di e per nonnini!

Anche senza di te

anche senza di te

Nancy: Un titolo che auto recensisce il film: sì, anche senza di te, andavamo avanti benissimo. E invece no, ci tocca sorbire l’ennesima commedia d’amore con un improbabile Vaporidis (davvero recita ancora?) e la Catania. Che bello vivere in Spagna, tutta vostra sta commedia Ford e Cannibal!

Ford: secondo me film come questo sono un ottimo motivo per espatriare. Oltre alla presenza di Cannibal sulla Penisola. Ahahahahah!

Cannibal Kid: La gran parte dei film in uscita questa settimana in effetti fanno venire voglia di espatriare. Considerando però che in Spagna hanno fatto un remake di Tre metri sopra il cielo, Tres metros sobre el cielo, forse però Nancy avrebbe dovuto scegliere un altro paese in cui andare, uahahah!

Vengo anch’io

vengo anch'io no tu no

Nancy: Quello che urleranno Ford e Cannibal dopo aver visto il film di Bonelli! No, torniamo un attimo seri, anche se suona ossimorico, visto che stiamo per parlare di una commedia di due comici di Zelig. A me il trailer ha strappato più di una risata, sono certa che dissentirete, eppure io gli darei una possibilità.

Ford: no, io no. Evidentemente la settimana post-Oscar è stata sacrificata sull’altare delle uscite inutili. Senza contare che i film con i comici di Zelig e affini li ho sempre sopportati meno di Peppa Kid. Che è tutto dire.

Cannibal Kid: Comici di Zelig? Perché, come Vaporidis, esistono ancora? E gli fanno pure fare dei film? Lo siento, Nancy, pero esta película es pura mierda.

Nome di donna

nome di donna

Nancy: Non me ne voglia Marco Tullio Giordana, ma questo titolo non si può sentire! La Capotondi per anni l’ho adorata, poi però me la sono ritrovata sulla tv spagnola in un film di quelli che piazza Antena 3 dopo pranzo, che per la cronaca sono come i film tedeschi che spara la Rai nei dopo pranzi estivi..lì ho capito che forse forse non era sta grande attrice. Gli diamo una possibilità per la tematica?

Ford: vorrò sempre bene a Giordana per La meglio gioventù, ma onestamente comincio a fare fatica a fronteggiare questo bombardamento di potenziali schifezze italiane. Quasi quasi pianifico una vacanza a scrocco in Spagna da Nancy portandomi dietro l’intero clan dei Ford.

Cannibal Kid: Secondo film della settimana da vedere. Almeno per me. Tematica più che mai attuale, quella delle molestie sul lavoro, un regista che non seguo dal capolavoro La meglio gioventù (sul serio è piaciuto pure a te Ford? Sono sotto shock!) ma che ho voglia di riscoprire, e un’attrice muy bonita che ha dimostrato di saper recitare persino al fianco di Vaporidis, e non è da tutti. Sì, il titolo sembra quello di una nuova rivista diretta da Alfonso Signorini, però mi sembra anche una delle pellicole italiane più promettenti di quest’ultimo spento periodo.

Nancy, se per un po’ ci levi dalle scatole e dall’Italia Ford siamo solo contenti. Ti avverto però che devi possedere almeno un hotel per ospitare tutto il suo clan, visto che quello ha qualcosa come 14 figli, almeno così mi pare l’ultima volta che ho provato a contarli.

Eterno Femminile

eterno femminile

Nancy: Un film messicano, e il Messico, Oscar docet, vince a mani bassi da un bel po’ di anni e lo fa perché lo merita. E chi sono io per contraddire l’Academy?? Nessuno! Eterno Femminile (tradotto, ovviamente, a cazzum) racconta la storia di Rosario Castellanos, una delle più grandi scrittrici messicane dello scorso secolo, e a me ha convinto già così e non sono ironica. Confido in Ford perché so già che per Cannibal è un no secco.

Ford: confidi bene, Nancy. Questa potrebbe essere la sorpresa della settimana, sempre sperando che non si riveli una schifezza sopravvalutata come La forma dell’acqua, che da queste parti ha preso una forma davvero meno piacevole. In ogni caso, qui il beneficio del dubbio ci sta.

Cannibal Kid: Ford di recente pare più anti-messicano di Trump, visto che è in pratica l’unico al mondo ad aver parlato male de La forma dell’acqua. Quanto a me, no lo se. Potrebbe essere un film interessante, ma il rischio noia è dietro l’angolo.

Benvenuti a casa mia

15 minuti di gloria

Nancy: Ma è davvero necessario infilare il benvenuti ovunque? No spiegatemi, davvero. Sorvoliamo per un attimo sul discutibile adattamento del titolo e soffermiamoci sulla commedia dei cugini. Vale la pena vederla? Beh, il regista è lo stesso di Non sposate le mie figlie, uno dei film con cui ho più riso negli ultimi anni; anche il protagonista è lo stesso, un volto noto in Francia e non solo, il bravissimo Christian Clavier; e poi si parla di accoglienza e di rom, e che fate, vi perdete un film che potrebbe far incazzare Salvini? Potrei quasi tornare, è una giusta causa.

Ford: Non sposate le mie figlie mi aveva divertito di brutto e mi era parsa una di quelle proposte francesci non radical che apprezzo molto. Poi, se si può ironizzare alla facciazza di certe facce che girano in Italia – e non sto ovviamente parlando degli immigrati, ma di chi li vorrebbe buttare a mare -, il gioco è fatto.

Cannibal Kid: Benvenuta in questa rubrica, cara Nancy. Vedi, un benvenuto non si nega a nessuno. 🙂 Nemmeno a questo film. Io ho una passione inspiegabile e irrefrenabile per le commedie francesi. Di recente sono riuscito ad apprezzare persino una porcata come Alibi.com, quindi benvenuti a ‘sti filmoni!

Che dire, grazie per questi 15 minuti di gloria, felicissima di essere stata vostra ospite. Ora vi aspetto sulla Costa del sol, però venite in settimane diverse che non sono pronta ad affrontare un Cannibal vs Ford fuori dal web!

Tim Robbins, i Goya e l'agente licenziato

Sabato sera ci sono stati i Premi Goya, gli Oscar del cinema spagnolo. Non esagero a chiamarli così perché come gala seguono le orme in tutto e per tutto del padre di tutti i premi. Poi che la qualità del cinema spagnolo non sia sempre eccelsa è un altro discorso. Visto il mio amore per la Spagna ormai sono anni che li seguo con passione e ultimamamente non manca di vedere vere e proprie stelle hollywoodiane sedute in platea.

Per esempio questa edizione 2016 ha visto tra i tanti nomi spagnoli due candidati d’eccezione, Juliette Binoche e Tim Robbins. Proprio su quest’ultimo indugiava spesso la telecamera e la sua faccia non era esattamente quella di un uomo che si stesse divertendo, insomma.

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Diciamo che agli occhi di un non spagnolo i Goya sono assolutamente incomprensibili, figuriamoci per Robbins, senza neppure un traduttore in cuffia! Da questo l’idea geniale della rivista Cinemania, quella di buttare giù un’ipotetica telefonata tra Robbins e il suo agente, il mattino successivo i Goya. Il risultato è tutto da ridere, per questo ho deciso di tradurla. Ovviamente questo è un post dedicato agli itagnoli, italiani very innamorati della Spagna e che siano più o meno aggiornati sull’attualità spagnola.

Eccovi la traduzione, con qualche riduzione. L’originale invece lo trovate qui.

– Rick?

– Sì?

– Sei licenziato.

– Cosa?

– Che sei licenziato.

– Ma chi è?

– Sono Tim. Sei licenziato.

– Tim?

– Tim Robbins. Il tuo cliente. Sei licenziato.

– Dove ti trovi Tim?

– In culo al mondo.

– In Spagna?

– Sí, Rick, in Spagna.

– E che ci fai lì?

– Non lo so, Rick. Me lo chiedo anche io.

– …

–  Ti dicono niente i Goya?

– Ma certo, Tim! Che succede? Che ti hanno fatto?

– Mi hanno tolto dieci anni di vita.

– Tim…

– Tre ore e mezza ridendo come un cretino.

– Tim…

– Tre e ore e mezza desiderando avere una pistola in mano per spararmi in testa.

– Tim…

– Sei licenziato.

– Tim. Ascoltami. Sicuro possiamo sistemare tutto.

– Ah sì? Puoi sistemare che io abbia perso tre ore e mezza della mia vita che non recupererò mai?

– Tim…

– TRE ORE E MEZZA RICK. TRE CAZZO DI ORE.

– Ma non c’èra Penelope Cruz? Il suo rappresentante mi aveva detto che…

– Rick, ascoltami.

– Dimmi, Tim.

– Ti strapperò il cuore e poi lo mangerò.

– Tim, por favor…

– E questo sarà solo l’inizio Rick…

– Mi hanno detto che erano gli Oscar spagnoli…

– Ti hanno detto?? Chi te l’ha detto???

– I miei contatti.

– Dimmi la verità, l’hai visto su wikipedia…

– Tim…

– Non avevi la più pallida idea di dove mi stavi mandando, vero??

– Ovviamente no Tim, io mai…

– I miei occhi hanno visto cose che non dimenticheranno mai, Rick.

– Ma ti mancarono di rispetto?

– Mi hanno invitato a gazpacho.

–Scusa?

– Il presentatore. Mi ha invitato a mangiare gazpacho.

– Ah, la zuppa, questa di..?

– Non lo so, Rick! Non so se era una cazzo di zuppa perché non capivo un cazzo di quello che dicevano!

– Non parlavano inglese?

– No, Rick, non parlavano in inglese.

– Non lo presentava Ricky Gervais? Mi avevano detto che…

– Iil presentatore ha chiamato “piraña” a uno degli attori.

– Come?

– Il presentatore, si è avvicinato a uno degli attori e l’ha chiamato grasso.

– Oddio.

– …

– Ascolta Tim, facciamo una cosa…

– Avresti dovuto vedere il numero musicale di apertura.

– Bello?

– Se lo paragoni ad un pitbull che ti strappa le palle, sì.

– Dai…

– C’era un mago, un cazzo di mago!

– Bene, Tim, la magia ti è sempre piaciuta…

– E i tamburi, oddio, quei cazzo di tamburi

– Tamburi in un galà? Non capisco.

– Se Juliette non fosse riuscita a passarmi un tranquillizzante mi sarei sparato lì all’istante.

– Juliette? Juliette Binoche?

– Anche lei sta licenziando il suo agente in questo momento.

– Tim…

– Queste persone sono parecchio strane, Rick. “Vai in Spagna, Tim. Vai ai Goya che ti tratteranno bene”.

– Tim, io…

– “ti divertirai, Tim. Vai  e divertiti. Te lo meriti”.

– Hai mangiato la paella?

– Scusa?

– Sei stato nel posto che ti ho consigliato? “100Montaditos”. Mi hanno detto che…

– Ti stacco la testa, Rick.

– Tim…

– Te la stacco, Rick. Giuro che te la stacco. Prima ti licenzio poi te la stacco.

– Hai preso contatti?

– Un certo Garci. José Luis Garci. Mi ha dato il suo biglietto da visita, dice che è un regista.

– Lo vedi, Tim? Io sempre ti mando nei posti migliori…

– Ora capisco Franco.

– Cosa????

– Dover lottare con questi stronzi per quaranta anni, immaginatelo.

– Tim, non ti sen…

– Sai chi è Ozores?

– Chi????