Si è conclusa martedì #1992LaSerie, la prima serie tv prodotta interamente da Sky Atlantic, in collaborazione con La7 e diretta da Giuseppe Gagliardi. Dietro la sceneggiatura, curata da Fabbri, Rampoldi e Sardo, c’è il fiero ideatore, Stefano Accorsi, che veste i panni del cinico pubblicitario Leonardo Notte. 1992 è stata senza dubbio una serie social, e proprio Accorsi è stato il bersaglio dei tweet più irriverenti anche se a “soffrire” di più della socialità di 1992 è stata Tea Falco, nei panni della viziata Bibi Mainaghi, ma andiamo con ordine.

Raccontare il 1992 non è cosa facile, vista la vicinanza dei fatti narrati, proprio per questo 1992 non è un documentario, ma prende solo in prestito un periodo scomodo, per usare un eufemismo, della nostra storia e lo trasforma nello scenario perfetto per far muovere imprenditori senza scrupoli e soubrette senza dignità. Di Pietro (Antonio Gerardi) e il suo pool non mollano la presa su una Milano fumosa che nasconde nel suo grigiore le efferatezze dei suoi ambigui protagonsti tra tangenti, sesso e droga. Il lento tramonto della prima repubblica è iniziato, l’alba di un nuovo mondo fa capolino. Ottime le caratterizzazioni, e le interpretazioni, del leghista Bosco (Guido Caprino) e della sexy Veronica Castello (Miriam Leone) e anche se 1992 carbura tardi riesce a catturare l’attenzione e si arriva alla fine della storia con la voglia di saperne più.

Guardando bene, però, tangentopoli appare solo come un pretesto per raccontare che l’Italia non è cambiata e il 1992 è più attuale che mai.